(libero confronto tra la donna con la tuta e la donna di plastica)

 

La donna con la tuta

La donna con la tuta, è colei che, per necessità o per scelta, decide di non seguire alcuna moda, di non valorizzarsi in modo ossessivo, ma semplicemente di curarsi il minimo indispensabile per essere decorosa.

Non ama truccarsi, perché il trucco lo considera una maschera, non ama vestirsi “carina”, perché ritiene che adeguarsi ai dettami fashion sia un’inutile perdita di tempo. Diciamo che non bada molto all’estetica, ma si cura per essere decente senza fronzoli.

Si definisce una donna al naturale, e sostiene di piacersi per quella che è: tanto con o senza trucco, è sempre la stessa.

Punta alla comodità sia nell’abbigliamento che nelle abitudini, e non si preoccupa molto del mettere in luce il proprio fisico, anzi, non le importa affatto.

E’ la donna che spicca per spessore caratteriale più che per l’estetica, è colei che dice di volersi far notare per quella che è, anziché per quella che appare.

In un mondo incentrato sull’apparenza sempre e comunque, la donna con la tuta appare più una sciattona che un’anticonformista. E se da un lato magari possiede pure doti intellettive eccellenti, dall’altro appare invece più come un inanimato oggetto di arredo.

La donna con la tuta vuole far valere il suo essere così com’è, rifiutandosi categoricamente di adeguarsi alle tendenze e gusti della società: rincara la dose sostenendo apertamente il suo totale disinteresse per tutto quello che non conta e che non valorizza l’essere donna: come la moda o il culto dell’estetica.

Ma è credibile questa presa di posizione?

A volte noi donne rigettiamo anche solo l’idea di adeguarci al mondo, non soltanto per convinzione, ma anche perché temiamo il confronto e il giudizio.

Nelle donne con la tuta si fatica a percepire la loro energia, e tutto il loro fascino. Perché se è vero che una donna di spessore è senza dubbio da preferirsi ad una bambolina tanto carina quanto vuota, dall’altro noi comunque viviamo in questo mondo e che, lo vogliamo o no, i conti con le regole della società prima o poi li dobbiamo fare.

Fregarsene degli altri, di quello che pensano di noi, è sicuramente salutare, ma anche faticoso a volte: non parlo certo di moda o di estetica. Ma pensiamo per esempio al caso in cui vogliamo trovare un lavoro: se ci presentiamo carine, curate e esteticamente gradevoli, è sicuramente più probabile che ci preferiscano rispetto ad un’altra candidata meno appariscente.

Per quanto superficiale sia questo esempio, rispecchia però alla perfezione la legge del mercato.

Poi possiamo benissimo ignorarla, ma non meravigliamoci di certi comportamenti assurdi che subiamo, o di non essere considerate per quello che valiamo veramente.

La società ha regole non scritte ben precise che spesso cozzano con quelle del nostro magico mondo. Finché rimaniamo nel nostro orticello, possiamo fare ed essere quello che vogliamo, ma se desideriamo ottenere qualcosa nel mondo, o farci notare, dobbiamo tenere conto di regole differenti e se vogliamo vincere, dobbiamo giocare secondo tali regole.

Perché se queste regole non scritte possono essere bellamente infrante dagli uomini, noi donne non ce lo possiamo proprio permettere.

La donna con la tuta in realtà è una donna che, mascherandosi dietro al suo essere “al naturale”, in effetti non vuole valorizzarsi o anche tiepidamente confrontarsi per una sua marcata insicurezza. Si rifiuta di accettare di apparire secondo certi standard perché spesso ha timore del confronto e di essere giudicata. Si schiera con coloro che sostengono la libertà di apparire come siamo veramente, e di smetterla di mascherarci per essere notate o scelte.

Encomiabile l’intento, ma anche molto impopolare.

Perché alla fine la donna non è libera nemmeno di apparire come vuole, perché la donna non è mai accettata per quello che è veramente, perché a nessuno interessa sapere cosa si cela davvero dietro ad una donna, a volte nemmeno a noi donne.

La donna di plastica

La donna di plastica, invece, è colei che si è calata perfettamente nell’ideale femminile che la società accetta e desidera, nell’ideale che l’uomo vuole al suo fianco.

E’ colei che appare sempre al top: segue la moda passo passo, camuffa i segni del tempo con trucco o ritocchi chirurgici, si comporta come si conviene ad una donna che voglia essere desiderabile e desiderata. E’ la classica bambola che ogni donna vorrebbe essere e che ogni uomo vorrebbe al suo fianco.

Perché se nell’apparire è davvero una maestra, non sa però minimamente cosa significhi spontaneità, naturalezza e verità. E’ talmente costruita e artefatta che non ha quasi più neppure la parvenza umana.

La donna di plastica si rifiuta di invecchiare e di mutare nel tempo (significherebbe morire!), ma peggio ancora si rifiuta di esprimere emozioni ed assolutamente rigetta qualunque cosa di sé stessa.

Se appare tanto folle come descrizione, in realtà siamo un po’ tutte delle donne di plastica, magari in modo meno estremo. Perché alla fine tutte, o la maggior parte di noi, ci rifiutiamo di accettarci come siamo, di amarci nella nostra totalità. Facciamo di tutto per apparire sempre al top, e ci sfianchiamo di diete, ginnastica, privazioni di ogni genere, sacrifici estetici immani.

Tutte nel nostro piccolo siamo un po’ schiave dell’estetica e dell’apparenza, anche se poi nella nostra intimità casalinga siamo alla fine donne con la tuta.

 

Meglio la donna con la tuta o la donna di plastica?

L’uomo con gli anni diventa affascinante, noi semplicemente vecchie; l’uomo anche se è molliccio e sovrappeso fa tenerezza, noi siamo obese o sfatte; l’uomo se si rimbambisce o rallenta i riflessi diventa più affabile e gentile, noi rincoglionite; l’uomo se non si cura nell’aspetto è casual, noi delle straccione.

L’uomo ci vuole donne di plastica, tutte uguali e rifatte, e che non invecchiano mai. E noi allora per trovare un uomo e magari tenercelo stretto semplicemente ci adeguiamo.

La donna con la tuta è accettata solo se è la nostra mamma o nonna, che avendo ormai superato la soglia dei settanta si può permettere di essere e apparire vecchia, oppure se è nostra nipote o figlia, ultra giovane, bella e soda senza bisogno di alcun ritocco.

In tutte le altre ipotesi la donna con la tuta non è tollerata o vista come un ufo.

E’ come se avesse una malattia grave e contagiosa, è tutto quello che noi donne abbiamo paura di essere, è tutto quello che noi donne vogliamo nascondere al mondo.

Ecco perché spesso la donna di plastica ha più successo della donna con la tuta.

In realtà, non c’è nulla di male e di sbagliato nel vestirsi e sentirsi carine, nel curarsi e piacersi, nel guardarsi con ammirazione, anzi. E’ la ragione per cui lo facciamo che invece è folle.

Perché tutto gira sempre intorno allo stesso motivo: noi non valiamo un cavolo di niente se siamo noi stesse, se osiamo comportarci in sintonia con la nostra vera natura, se appariamo e ci comportiamo per stare bene noi, se decidiamo per il nostro benessere e se arriviamo a vivere davvero.

Noi valiamo solo in funzione di quanti riusciamo a sedurre, in base a quanto siamo affascinanti esteticamente, a quanto siamo fisicamente in forma, a quanto siamo capaci di essere performanti in tutto, ma soprattutto valiamo in base alla famiglia che siamo riuscite a conquistarci.

Ecco perché tanta rivalità tra la donna con la tuta e la donna di plastica. Perché rappresenta l’eterna rivalità dentro ognuna di noi, tra il voler essere accettata per quella che è veramente, e la paura di esserlo.

E per quanto assurdo sia, noi non siamo affatto libere di scegliere. Per quanto desideriamo ardentemente ritrovare noi stesse ed essere quello che meglio crediamo sia per noi, le regole che la società ha fissato per noi sono molto chiare e non ammettono certe libertà.

La donna con la tuta e la donna di plastica non sono altro che due facce della stessa medaglia: in alcune di noi prevale l’una, in altre l’opposto. Ma questo non significa affatto che la prima categoria sia di donne di spessore e l’altra di donne superficiali. Entrambe hanno ben chiaro come funziona il mondo e usano le armi che possiedono per sedurlo: c’è chi riesce con l’intelligenza e chi con un bel fondoschiena sodo, magari rifatto.

 

Come uscire vive da questo eterno conflitto, per non sentirsi intrappolate come donne con la tuta o donne di plastica

Alcuni rimedi possibili, e da testare:

– adattarsi totalmente a quello che la società ci chiede: pur essendo una “scelta” più o meno consapevole, il prezzo che pagheremo per aver deciso di vivere contro la nostra vera natura e secondo le regole dell’uomo sarà davvero insostenibile prima o poi. Anche perché ci saranno sempre donne più belle e più giovani che ci soppianteranno, ed avere puntato tutto sull’estetica e sull’apparire, ci schiaccerà sotto l’inesorabile peso dell’essere vecchie e passate;

– adeguarsi quel tanto che basta per non snaturarci, e nello stesso tempo per non complicarci troppo l’esistenza: qui dobbiamo giocare d’astuzia, facendo leva sugli elementi estetici di spicco, apparendo quando è necessario, e contestualmente riuscire ad esprimere noi stesse e tirare fuori il nostro vero io quando ce lo possiamo concedere;

– vivere secondo quello che ci sembra più giusto, nella totale consapevolezza di chi siamo e sempre concentrate sul bene più elevato: il nostro benessere interiore. In questo caso la guerra alla società e quindi all’uomo è aperta: inutile stupirci delle conseguenze e del prezzo che dobbiamo pagare, tipo essere bollate come sciattone, o la solitudine. In compenso avremo la soddisfazione di essere noi stesse, di non essere schiave di assurde leggi del mercato, di non dover necessariamente seguire una moda, di non sentirci costantemente al di fuori del nostro vero io.

 

E per finire…

Quello che conta alla fine di questo confronto, è scegliere ciò che ci fa stare bene: vogliamo sentirci ammirate e venerate in continuazione? Bene, non c’è nulla di male in questo, nemmeno nel volersi rifare da capo a piedi. Non sopportiamo tacchi, trucchi e altre diavolerie simili? Nessun problema: ci sono mille modi di sentirsi carine al naturale senza che il mondo ci veda come un rottame.

E’ la nostra personale soddisfazione che conta, è il nostro sentirci a posto e felici che ha la priorità su tutto. E se per ottenere questo a volte decidiamo di scendere anche a scomodi compromessi, l’importante è farlo con consapevolezza.

Per noi donne vivere in questa società è comunque dura a prescindere da come vogliamo farlo, sta a noi decidere dove cedere e dove difendere la nostra posizione.

Sarebbe comunque una nuova svolta per tutte, avere il nostro benessere come obiettivo primario: una svolta necessaria prima o poi. Perché se tutte noi decidessimo di farlo, poco alla volta anche il mondo dovrà adeguarsi a questa nuova realtà.

Altrimenti quelle donne che già vivono la loro esistenza con una certa consapevolezza, che sanno quanta meraviglia si cela in ognuna, sarebbero destinate all’estinzione e ancora una volta il mondo sarebbe sbilanciato da un’eccessiva energia maschile.

E noi non vogliamo sparire dal mondo, ma desideriamo brillare e vivere felici!!

E allora accettati per quella che sei…e NON AVERE PAURA e SII FEMMINA!!

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