La vita di noi donne è costantemente costellata da una massiccia presenza maschile.

Quelle di noi, che hanno avuto l’opportunità di conoscere e crescere coi propri genitori, ricorderanno la totale venerazione provata per il nostro caro papà. Sembrava fosse l’unico a capirci in casa o a vederci, e per quanto sempre molto impegnato e poco disponibile per noi, quando appariva era come se sorgesse il sole e la nostra giornata si illuminava di una gioia infinita.

Anche nell’adolescenza il nostro papà era una presenza importante nella nostra vita. Nonostante iniziassimo a renderci conto che non era il supereroe che pensavamo fosse, e intravedessimo già molti suoi limiti, era pur sempre il nostro primo amore, il nostro punto di riferimento, l’uomo a cui tendere nella nostra esistenza.

Erano anni in cui non andavamo d’accordo con nessuno in casa, anni di grandi conflitti con nostra madre, anni in cui cercavamo la nostra identità, chi fossimo veramente e quale fosse il nostro posto nel mondo.

Il nostro papà era il nostro faro nella notte, colui che aveva sempre la frase giusta che metteva a posto tutto.

Anche chi di noi non ha potuto godere di questo rapporto privilegiato col suo papà (anche solo perché aveva sorelle), agognava in ogni caso di viverlo e per diversi anni (o addirittura ancor oggi) si è dannata l’anima per farsi notare e godere di quell’amore paterno che tanto desiderava.

E poi qualcun’altra di noi, invece, non ha proprio vissuto il suo papà: e il vuoto che si è creato dentro l’accompagna da sempre senza trovare mai una vera consolazione: sempre alla ricerca di quella pienezza che è venuta a mancare quando ce ne era più bisogno.

Qualunque sia la realtà che tu hai vissuto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, il tuo papà, o la figura maschile che l’ha sostituito, ti ha dato l’imprinting di quello che sarebbe poi stato il tuo futuro approccio e rapporto col maschile.

Eccoti quindi le casistiche più importanti. Trova quella che fa al caso tuo per capire meglio il perché di tante tue scelte sentimentali e le caratteristiche delle tue particolari relazioni col maschile:

 

1- Donna adorata dal papà:

a) Amata in modo pieno e vero: fortunata te se hai vissuto il tuo papà con l’amore vero e sincero di una sana relazione padre-figlia. Sono davvero rare queste situazioni, perché per quanto da piccola sarai stata convinta di aver vissuto il tuo papà in modo pieno e potente, solo quando sei cresciuta ti sei resa conto dell’illusione. Per cui mi riferisco proprio al caso in cui il tuo papà non solo era presente spesso, ma ti considerava con orgoglio e ammirazione: un rapporto in cui l’amore regnava sovrano, con continue manifestazioni fisiche di affetto, ma soprattutto con atteggiamenti dolci e premurosi, parole di conforto e di sostegno. In breve, un rapporto dove il tuo papà ti dimostrava costantemente il suo essere presente premurosamente, ma anche come punto di riferimento: quindi all’occorrenza capace di guidarti con fermezza o criticarti in modo costruttivo. Un uomo capace di amare la sua compagna con altrettanta attenzione e dolcezza, senza reprimerla, mortificarla o svilirla in alcun modo. Un uomo in grado di essere il migliore esempio di figura maschile per la sua adorata figlia. In questo eccezionale caso di rapporto padre-figlia sano e costruttivo, l’imprinting che hai ricevuto ti porterà a vivere da adulta rapporti di coppia altrettanto di spessore e gratificanti;

b) Amata “a modo suo” (con papà anaffettivo o violento): decisamente più frequenti sono i rapporti intrattenuti con un papà che ti ha amato “a modo suo”. E’ il caso di un papà tendenzialmente anaffettivo, magari troppo impegnato per lavoro, che non si prodigava in grandi manifestazioni di affetto “tanto lo dovevi sapere già tu quanto ti volesse bene: il solo fatto di non sgridarti o urlare era una palese dimostrazione del suo amore per te (secondo lui)” o peggio ancora il suo “metterti in riga con qualsivoglia strumento (percosse o ricatti psicologici) era un modo per farti capire quanto tenesse a te, altrimenti ti avrebbe ignorata (sempre secondo lui)”. Minacciarti, ricattarti, mortificarti anche se con abili giochetti di parole o subdoli ragionamenti psicologici, erano tutti modi di come il tuo papà ti considerasse importante. Se poi aggiungiamo che anche la sua compagna riceveva spesso il medesimo trattamento, alla fine ti convincevi anche tu di quanto fossi fortunata di ricevere una così palese attenzione. Peccato che solo dopo molti anni di tali violenze, hai realizzato (o forse non ancora) quanto fosse distorto e poco sano il rapporto che avevi col tuo papà. Eppure a suo tempo l’avevi finanche mitizzato nonostante il suo essere assente e distante, dannandoti l’anima per essere vista da lui, o carpirgli uno sguardo, una carezza, un abbraccio, una frase gentile, o anche solo un “ti voglio bene” o un “sono orgoglioso di te”. Hai fatto tutto quello che era in tuo potere per essere perfetta ai suoi occhi, per diventare la sua preferita, per sciogliere il suo cuore indurito. Per poi ritrovarti da grande senza aver ottenuto nulla che il solito distante, violento, mortificante trattamento, che tu hai scambiato per vero amore paterno. Se l’imprinting che hai ricevuto più o meno è rispecchiato in questa tipologia, diventa naturale pensare che da grande tu cercherai (e troverai) uomini simili: distanti, anaffettivi, violenti (fisicamente o psicologicamente), esigenti allo sfinimento e mai davvero soddisfatti di te e di nulla. Perché l’amore che hai creduto di vivere, il tuo primo amore, aveva queste caratteristiche, per cui ti sembra più che naturale cercarle per il resto della tua vita, ripetendo all’infinito lo schema padre-figlia che hai vissuto. Sempre alla ricerca di un uomo che si accorga di te, che ti accetti per quello che sei e che non ti mortifichi o esiga l’impossibile rispetto a quello che sei. Per trovare alla fine una fotocopia di tuo padre e ripetere e rivivere lo stesso rapporto noto e familiare che solo in apparenza ti dà (ma soprattutto ti aveva dato) tanto conforto e pienezza.

 

2- Donna ignorata dal papà:

a) Perché preferiva tua sorella: se hai avuto l’occasione di avere una sorella, ma hai dovuto rinunciare all’amore del tuo papà perché troppo attratto dalla tua amata sorellina, hai dovuto (e lo vivi tuttora) vivere il continuo lutto di amare un uomo che non ti ha mai ricambiato e di adorare “una concorrente” (tua sorella), che te l’ha portato via. In questa dolorosa e duale fattispecie, ti sei trovata in un eterno conflitto di emozioni di amore e odio per due figure tanto importanti nella tua vita. Doverti destreggiare costantemente tra il farti notare dal tuo papà (e togliere di torno tua sorella) e amare o avere un qualche rapporto con tua sorella, ti ha costretta ad un livello si stress emotivo davvero enorme e precoce, al punto che da adulta non sarai più tanto disposta ad accettare alcun compromesso nelle relazioni affettive. Questo ti avrà portato col tempo ad allenare una sorta di distacco da coloro che ti stanno accanto per non continuare a soffrire, a trovarti sempre compagni che erano attratti da qualcosa di più importante rispetto a te, a non fidarti del femminile, perché infido e traditore e costringerti pertanto ad una sorta di esilio emotivo;

b) Perché era troppo impegnato per te: per lavoro, per un’attività sportiva o perché si è risposato: se poi, pur non avendo una sorella, il tuo caro papà ha pensato bene di risposarsi o di dedicarsi anima e corpo al suo lavoro o ad uno sport agonistico, il suo trascurarti totalmente diventa la regola senza se e senza ma. Normale che in te sia iniziata a manifestarsi una reazione di odio nei confronti di chi e cosa attraeva il tuo papà, privandotene completamente. In questo caso sarà una naturale conseguenza cercare da grande figure maschili impegnate e totalmente prese da mille interessi che li portano sempre lontani da te. Quindi o sentimentalmente impegnati o uomini in carriera e sempre lontani da casa, o comunque con troppo poco tempo per te e sempre tanto per tutto il resto.

 

3- Donna senza papà:

a) Perché è venuto meno: se tu sei tra coloro che purtroppo non hanno potuto vivere il proprio papà, perché non l’hanno mai conosciuto o è venuto meno, il vuoto che si è creato dentro ha una profondità impressionante, che è stata possibile lenire se sei riuscita a trovare una valida figura maschile che ti ha affiancata da quando eri piccola, in caso contrario il vuoto è immenso e davvero incolmabile. Da grande inevitabilmente avrai delle notevoli difficoltà ad interagire col maschile, perché cercherai prevalentemente figure capaci di riempire il tuo vuoto interiore. Diventerai estremamente esigente, quasi crudele pur di lenire il tuo dolore. Avrai un cronico bisogno di affetto, di tutto quell’amore che non hai ricevuto quando eri tanto indifesa e bisognosa. Il tuo partner è probabile che sia più grande o molto più maturo di te, perché deve assolvere al duplice compito di padre e compagno.

b) Perché separato/divorziato e vive lontano: quando l’assenza del tuo papà è dovuta ad una sua scelta (trasferimento lontano per lavoro o per un altro matrimonio/convivenza), il dolore per la sua mancanza a volte può trasformarsi in odio per averti abbandonata per un’altra o peggio ancora per un lavoro. A poco varranno i regali o le telefonate, perché non potranno mai colmare il suo essere lontano. Il partner che sarai indotta a cercare da adulta sarà una figura sfuggente, poco presente, che molto probabilmente sceglierà di andarsene per vivere altrove (o ha un lavoro che lo porta spesso lontano). Un uomo che ti metterà sempre dopo le sue scelte di vita e non ti considererà mai abbastanza importante per rimanerti accanto. Un uomo che non ama molto le responsabilità, o gli impegni, ma che preferirà sempre fuggire di fronte all’eccessivo coinvolgimento emotivo. O, per contro, potresti essere attratta da uomini deboli e sottomessi, che tratterai come cavie su cui scaricare la tua insoddisfazione e frustrazione sentimentale.

 

Ovviamente queste sono le casistiche più frequenti: è possibile che tu possa ricadere in diverse tipologie e con diverse sfumature.

Quello che mi premeva evidenziare è che le tue scelte da adulta sulla ricerca del tuo partner “ideale” dipendono in larga parte da quale rapporto hai intrattenuto col tuo papà o con la figura maschile che l’ha sostituito.

Perché è col tuo interagire con questa figura maschile che hai imparato come amare, farti amare, hai imparato chi sei in un rapporto a due, quello che vuoi e che consideri giusto per te.

Se provi ad analizzare le tue relazione più significative, ti accorgerai ben presto come tutte siano molto simili tra loro: alla fine interagisci sempre con il solito tipo di partner, anche se di aspetto differente o solo apparentemente con stile e atteggiamenti diversi. Eppure ogni volta che inizia sei straconvinta che questo sarà davvero un’altra cosa e che finalmente hai dato una svolta alla tua vita sentimentale.

Altre volte addirittura ti “costringerai” a frequentare soggetti palesemente differenti (quasi l’opposto di tuo padre), per provare che sei anche in grado di cambiare o anche solo per ribellione: l’esito è quasi sempre incommentabile.

Se scegli il “sosia” della figura maschile vissuta nel tuo passato o il suo opposto, manca sempre un elemento fondamentale alla base della tua scelta: quello che tu davvero vuoi tenendo conto di chi sei veramente.

L’imprinting ricevuto da molto giovane ti ha fatto conoscere solo un aspetto dell’amore, e, anche se nella vita sarai condizionata molto spesso da questa esperienza, sta a te decidere di scoprire cosa sia l’amore per te e di cosa hai davvero bisogno per viverlo alla grande.

Sta a te scegliere il tuo partner, svincolandoti il più possibile dalle tue esperienze passate, e mettendoti in discussione su chi desideri veramente e non su chi ti considera più di altri. Sta a te decidere che caratteristiche deve avere il tuo partner in base a quello che sei tu.

Per riuscirci devi partire proprio da te stessa: capire chi sei e cosa vuoi ti aiuterà non solo nella vita ma anche nei rapporti di coppia e ti porterà a cercare solo chi desideri e a non accontentarti più (per approfondire questo aspetto, puoi leggere anche un altro mio articolo “Ecco come smettere di essere ciò che non sei” o questo libro di Monica Morganti “Figlie di padri scomodi”). Ti segnalo inoltre un pacchetto che ho creato apposta per te e che tratta proprio di questo argomento: lo puoi trovare nella pagina dei prodotti a te dedicati. Eccoti il link per scoprire di cosa ti sto parlando “Qual è il partner giusto per te?”.

Fidati, allora, del tuo istinto e di chi sei…e NON AVERE PAURA e SII FEMMINA!

Se questo articolo ti ha appassionata particolarmente, e se magari ti ha fatto piacere leggerlo, mi piacerebbe tanto che tu me lo scrivessi su info@angeloffeminine.it. Meriti sempre di godere di contenuti che ti piacciono!

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